Progettazione d'Interni

Pavimento in resina: pro e contro

Una tendenza sempre più in voga nel campo dei rivestimenti per interni è la resina. Vi sarà infatti capitato di sentire qualcuno dire “ho fatto resinare il pavimento” oppure “dietro la cucina ho fatto mettere la resina”.

pavimento resina

(Courtesy of: blogspot.com)


Cos'è la resina? Quanto costa? E quanto realmente funziona?

Con il termine “resina” si intende generalmente un materiale a base polimerica in grado di indurire per mezzo di un intervento esterno, quale può essere la temperatura oppure una sorgente luminosa, tipicamente nel campo dei raggi ultravioletti.
Le tipologie di base polimerica più utilizzate nel campo delle resine da rivestimento sono tipicamente tre:
• Epossidica;
• Poliuretanica (PU);
• Acrilica, ovvero a base di MetilMetacrilato (MMA).
L’utilizzo dell’una o dell’altra tipologia viene normalmente valutato da esperti durante un sopralluogo, in quanto dipende dalle condizioni locali di temperatura, umidità, frequenza di calpestio e sollecitazione luminosa.
In generale però, è possibile stilare un elenco di pregi e difetti che prescindono dal tipo di resina, essendo dovuti alla sua natura di pavimentazione polimerica.

schienale cucina in resina
(Courtesy of: blogspot.com)

Vantaggi di un rivestimento in resina

  • Ogni rivestimento in resina può essere “posato” ovvero “colato” al di sopra di una pavimentazione esistente, abbattendo dunque costi e problemi legati ad una eventuale demolizione;
  • La resina è unica e assolutamente personalizzabile: grazie all’aggiunta di opportuni pigmenti, materiali decorativi e cariche rinforzanti essa può infatti essere realizzata in qualsiasi colore, decorata, finita in modo lucido o opaco, liscia o ruvida;
  • I pavimenti in resina sono una pavimentazione di tipo “monolitico” ovvero senza fughe: questo permette il massimo igiene e la massima facilità di pulizia. Non dimentichiamo infatti che come concetto di “design” sono stati presi in prestito dall’ambito industriale/ospedaliero;
  • La resina è per sua natura idrorepellente e ciò la rende inattaccabile da muffe e batteri;
  • Il materiale costituente la resina non crea una barriera al calore ed è dunque adatto anche a massetti con riscaldamento a pavimento.

pavimento resinato

(Courtesy of: resingroup.net)

Svantaggi di un rivestimento in resina

Gli svantaggi di un rivestimento in resina sono estremamente simili a quelli di un parquet e sono i seguenti.

  • Usura: mediamente, dopo circa una decina di anni, il pavimento o la parete ricoperta da resina hanno bisogno di un restyling. Si deve procedere in questi casi ad una carteggiatura e successiva ricolata per far tornare come nuovo un pavimento che, con il tempo e in misura della manutenzione avuta, ha subito graffi, piccole crepe o sfaldature dovute a cadute accidentali di oggetti o a calpestio con tacchi.
  • Invecchiamento: alcune resine, in particolare le epossidiche, sono molto resistenti all’usura ma presentano per contro una bassa resistenza all’irraggiamento solare (UV). Con il tempo, l’esposizione ai raggi solari le può far ingiallire oltre che “sovra-reticolare”, andando quindi a creare delle piccole crepe sulla superficie.
  • Scivolosità: le resine, a meno che non opportunamente modificate al fine di ottenere una superficie rugosa, sono normalmente molto scivolose in presenza d’acqua o sostanze oleose.

In sintesi, il pavimento in resina è sicuramente una buona innovazione e senza eguali dal punto di vista estetico, qualora non si gradisca l’aspetto di un legno o di una tradizionale piastrella in gres. Pur tuttavia presenta dei limiti funzionali e dal punto di vista dei costi incide probabilmente meno all’atto della prima posa, ma recupera nel tempo con la manutenzione.

Torino, aprile 2020

Ing. Vottero Francesca

Tags: resine, pavimento resina

 

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